20 anni fa l’alluvione in alta Versilia: 470 millimetri di pioggia e 14 vittime. La ricostruzione è diventata un modello. Ma Fontanelli avverte: ”Per essere curato il territorio deve essere vissuto”

Esattamente 20 anni fa, il 19 giugno del 1996, l’Alta Versilia e parte della Garfagnana venivano colpite da un evento meteorologico estremo. In poche ore, nella giornata del 19 giugno, caddero centinaia di millimetri di pioggia: in alcune zone più di quella caduta in tutto il 1995. Il pluviometro di Pomezzana (Stazzema) arrivò a registrare 470 millimetri. Molti corsi d’acqua della Versilia aumentarono repentinamente le portate. Le località di Cardoso (Stazzema) e Fornovolasco vennero colpite da una vera bomba d’acqua e fango, che causò 14 vittime e ingenti danni. I più gravi furono provocati dalle piene dei torrenti Vezza e Turrite di Gallicano, che investirono rispettivamente le località di Cardoso (Stazzema) e Fornovolasco.  Nella discesa verso valle le piene dei torrenti cauarono altri danni a Ponte Stazzemese e Ruosina (Stazzema).

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Il disastro è servito come insegnamento per la zona colpita, che da allora ha investito sulla prevenzione. Tanto che ancora oggi  se ne parla come di un modello. Lo ha ribadito ieri il professor Franco Barberi, all’epoca sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega alla protezione civile: “A distanza di 20 anni posso ricordare quello della Versilia, forse, come il miglior intervento post emergenza realizzato in questo Paese” ha detto intervento a Pietrasanta al convegno “Modello Versilia tra presente, passato e futuro”. Per poi aggiungere subito dopo: “Sarebbe, però, ora di fare una manutenzione delle opere realizzate e di sfoltire questi boschi”.

Al ‘‘Modello Versilia” e all’attualità del suo significato ha fatto riferimento anche l’onorevole Fontanelli, all’epoca subcommissario per la ricostruzione, nell’intervento pubblicato da Il Tirreno. Sottolineando prima la genesi del modello: ”Tutto partì dalla decisione del Governo, su proposta del sottosegretario alla protezione civile Barberi, di affidare alla Regione la responsabilità primaria di guidare e organizzare il processo ricostruttivo”. E poi l’approccio: ”Fin dalle prime fasi della ricostruzione lavorammo pensando alla prevenzione e fare in modo che tragedie del genere non si verificassero00.

Il bell’articolo di Giuliano Fontani, recentemente scomparso, scritto per Il Tirreno in occasione del decimo anniversario dalla tragedia.